pubblicità ingannevole

Prima multa del Garante

 

 

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato applica per la prima volta i poteri sanzionatori sulla pubblicità ingannevole, infliggendo una multa di 10mila euro all'Associazione Italiana per lo Sviluppo del Digitale Televisivo Terrestre (DGTV).
A darne notizia è lo stasso ente con un comunicato stampa del 14 novembre scorso, nel quale si legge che la DGTV è stata condannata per inottemperanza ad una delibera dell'Autorità del 14 ottobre 2004 che vietava ulteriori diffusioni di un messaggio, presente sul suo sito all'indirizzo http://www.dgtvi.it/video.html, ritenuto ingannevole perché considerato "un contenuto informativo gravemente carente per chiarezza e completezza; ciò in considerazione soprattutto dell'omessa indicazione della natura, al momento solo sperimentale, del servizio televisivo offerto e della consequenziale carente copertura territoriale del segnale, a fronte della grande enfasi conferita alle pretese caratteristiche di attualità, generale fruibilità e gratuità della televisione digitale terrestre".

Ai sensi dell'art. 7 del Dlgs 74/92, come modificato dal Dlgs 25 febbraio 2000, n. 67 e dalla legge 6 aprile 2005, n. 49, l'Autorità può intervenire direttamente nei confronti dell'operatore applicando una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro e, nei casi di reiterata inottemperanza, può disporre la sospensione dell'attività d'impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.

Nel caso della DGTV la sanzione di 10mila euro è stata calcolata tenendo presente l'assenza di dolo, la breve durata dell'infrazione, la portata limitata dei messaggi nuovamente diffusi e le condizioni economiche dell'impresa; sebbene DGTV sia un'associazione non a fine di lucro, che non opera direttamente sul mercato, rappresenta comunque i principali operatori di rete.

Attualmente sono in corso altri sei procedimenti per inottemperanza ai quali si potrà applicare la nuova normativa.
Da quando la legge Giulietti (confluita successivamente nel nuovo Codice del consumo) è entrata in vigore nell'aprile scorso, sono pervenute all'Autorità circa 450 denunce per pubblicità ingannevole e sono attualmente in corso 240 procedimenti.